Dove va la tecnologia

 DevOps lo tsunami dei prossimi anni

Il mercato dei tool DevOps è sempre più affollato, anche se DevOps non è uno scherzo ma un cambiamento radicale della gestione dei propri Sistemi Informativi, non ultimo anche la sua collocazione: CLUOD o NON CLOUD.

Questa immagine pittoresca sarà uno tsunami nelle nostre aziende se non ci prepariamo a fronteggiare l’imminente evoluzione tecnologica con la quale dobbiamo fare i conti. Se i grandi player mettono tutto insieme e spingono per l’adozione del CLOUD hanno le loro ragioni, non è così per la media e piccola impresa, ma siamo altrettanto coinvolti per competere.

DevOps è un movimento professionale molto giovane, nato nel  2009,  che promuove  comunicazione, collaborazione, integrazione e automazione per perseguire il miglioramento continuo dei flussi di lavoro tra gli sviluppatori di software e Sistemisti di supporto alle operazioni e le operazioni stesse. E’ nata così una metodologia di sviluppo software che punta a:  comunicazione,  collaborazione e  integrazione  tra tutti gli attori dell’information technology (IT).

DevOps = Dev  – Development (sviluppo) + Ops  – Operations (produzione)

Ricerca Fujtsu

Fujitsu  ha prodotto uno studio secondo cui i prossimi anni ci vedranno tutti coinvolti in iniziative DevOps: “Fujitsu State of Orchestration 2018/19”. Sono state interpellate 253 Decision Maker di aziende  con oltre 500 dipendenti.

Sebbene lo studio è orientato a dimostrare l’evoluzione verso il CLOUD, mischiando le due problematiche, sono importanti i risultati sull’indagine relativa all’adozione di DevOps (Pag. 19 Studio Fujitsu).

Sta diventando impellente la necessità di razionalizzare la gestione dello sviluppo software con relativo rilascio continuo di modifiche in produzione. Soltanto l’automazione dei rilasci potrà garantire la continuità del servizio informatico, evitando i condizionamenti reciproci delle varie unità di sviluppo o di produzione. Inoltre, l’automazione consente di allontanare, se non debellare, il rischio dell’errore umano. La filosofia di DevOps mira proprio all’automazione di centinaia di rilasci di modifiche ogni giorno.

I responsabili intervistati da Fujitsu hanno condiviso l’esigenza di automazione ed hanno anche indicato che la soluzione DevOps è l’unico modo per guadagnare in efficienza e ridurre i costi.

Si, basta con le cerimonie dei passaggi in produzione. Il tutto può avvenire, pacificamente, in qualsiasi momento della giornata, senza compromettere il servizio, se ci si struttura correttamente con  test integrati dell’intero sistema. Con DevOps i rilasci possono diventare routine!

L’Italia, come al solito, viaggia sempre con 5-10 anni di ritardo rispetto alle tendenze del mercato. Poi diventiamo più bravi. Dal 2009, DevOps ha fatto molta strada, e con l’intelligenza artificiale ne potrà fare ancora di più. Forse, non è più il caso di aspettare.

Molte aziende iniziano a parlare i DevOps, non basta, bisogna anche investire. Chi si preoccupa del costo dei tool sbaglia completamente bersaglio. Il vero cambiamento sarà quello culturale.

Certi eserciti di pompieri nei Data Center non serviranno più, molti dovranno essere orientati verso la definizione degli script per l’automazione dei test. Emergeranno nuove professioni dedite al controllo della nave non a remare. I vantaggi sono di tutti, basta vederli.

Mi occupo di elaborazione dati da circa mezzo secolo. Ho iniziato in una marea di nastri e stampanti a martelli, nonché perforatrici di schede. Oggi, viaggio con un notebook che contiene  e accede tutto quello che mi serve per svolgere il mio lavoro di formatore. Siamo passati di nastri alle cassette nelle Mass-Storage, alle sale macchine buie, al lavoro da remoto, all’indipendenza. Questo è il vero progresso grazie all’innovazione tecnologica. DevOps è solo l’ultima idea di questo progresso, perciò ben venga.

DevOps non può essere un fatto isolato o occasionale. Piuttosto è un cambiamento radicale perché richiede:

  • La conoscenza del proprio ambiente IT.
  • La conoscenza del proprio ambiente di sviluppo software.
  • La conoscenza dei principi della filosofia Agile.

Forse nel giro di 4-5 anni DevOps diventerà di dominio pubblico. Qualcuno dirà anche ma come abbiamo fatto senza negli anni precedenti. Ecco un esempio della massima evoluzione in Amazon:

Lo sforzo necessario è notevole, soprattutto in investimenti in formazione per modificare l’approccio al lavoro, riorganizzando gradualmente la struttura in base agli automatismi adottati. Forse non proprio tutto sarà automatizzabile, ma bisogna provarci.

Promo PMTSI

PMTSI ha messo a punto un corso pratico, snello e alla portata di tutti, per consentire di avvicinare la filosofia DevOps, senza entrare nei meandri dei tool, senz’altro necessari, ma solo quando abbiamo compreso a cosa servono. L’esame di certificazione è facoltativo.

Preparazione Certificazione DevOps Foundation®

  • Edizione ad hoc in tutta Italia
  • Docenza (€ 1.000,00 per giornata di 8 ore) più IVA.
  • Più spese di trasferta, se fuori Roma.
  • Più quote di esame facoltative.

Per avere un’idea del corso e degli importanti contenuti è possibile accedere preventivamente al materiale online, sotto forma di corso a distanza. E’ ovvio che per il cambiamento culturale bisogna organizzare un apposito workshop di almeno 3 giorni.

Vito Madaio – certificato  PMP® , TSPM™, SMC™, membro di PMI® (Project Management Institute) e di IIBA® (International Institute of Business Analysis) e A.T.P. di VMedu, con oltre 40 anni di esperienza maturata in ambienti internazionali come:  IBM,  Skandia, Cap Gemini, TenStep e PMTSI.

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