Che cosa è esattamente il conflitto di interesse?

“Un conflitto di interessi è una situazione che si verifica quando viene affidata un’alta responsabilità decisionale a un soggetto che abbia interessi personali o professionali in conflitto con l’imparzialità richiesta da tale responsabilità, che può venire meno visti tali interessi in causa.” (wikipedia)

“Il conflitto di interessi è la situazione in cui un interesse secondario (privato o personale) interferisce, ovvero potrebbe tendenzialmente interferire (o appare avere la potenzialità di interferire), con l’abilità di una persona ad agire in conformità con l’interesse primario di un’altra parte (es. interesse della collettività nel caso di un pubblico ufficiale, interesse dell’assistito nel caso di un avvocato), assumendo che tale persona abbia un dovere derivante dalla legge, da un contratto o da regole di correttezza professionale nel fare ciò.” (integrità)

Da queste due definizioni, le prime incontrate tra centinaia nel web, si evince che il conflitto di interesse è tutto e niente allo stesso tempo. Chi intende operare in “conflitto di interesse” da una posizione privilegiata può mettere in atto tutte le contromisure per non risultare in “conflitto di interesse”. Assurdo, ma è così.

Chi atttraverso un’associazione non profit specula sui bisogni della collettività, attraverso sue società o di suoi amici, è in pieno “conflitto di interesse”. Ad esempio, nel settore della formazione è molto facile agire in conflitto di interesse facendo credere a chi non conosce una determinata materia di esserne il depositario. E’ molto impegnativo parlare a nome e/o rivolgersi ad una collettività. Si scade facilmente nel conflitto di interesse omettendo di parlare di qualcuno importante e parlando solo dei propri amici.

Se non è conflitto di interesse, allora è sicuramente partigianeria.

La letteratura sul conflitto di interesse spesso allude ad un politico famoso, ma in realtà il conflitto di interesse si consuma, ogni giorno, anche per piccole cose. Basta far parte di una commissione per avere l’opportunità di incappare nel conflitto di interesse. Dovendo prendere delle decisioni si possono prendere con onestà intellettuale oppure con in mente un amico da favorire o un profitto da realizzare a seguito di quella decisione.

Un articolo recente sul Codice Etico del Project Management Insititute mette in guardia proprio dal comportamento poco ortodosso di chi è chiamato a prendere decisioni ai danni o a beneficio di altri.

Una volta presa una decisione in conflitto di interesse, il danno è fatto. Invocare le leggi per cambiare una decisione, anche se palesemente in conflitto di interesse, richiede molto tempo grazie alla lungaggine delle liti giudiziarie. Alla fine non ci sono più i tempi per recuperare il danno arrecato.

Ci si difende dal conflitto di interesse convincendo il potenziale autore di un conflitto a non commetterlo, ad esempio con “una proposta che non si può rifiutare“. Esistono molti modi per convincere qualcuno a non approfittare della sua posizione di privilegio: invitandolo ad essere corretto, richiamandolo ai principi etici, ricordandogli che potrebbe finire all’inferno o che semplicemente alla fine potrebbe rimetterci in qualche altro modo.

Basta essere convincenti! Non ultimo ci sono anche le leggi.

Fortunatamente molti Project Manager certificati aderiscono al codice di comportamento etico del PMI, per cui la maggioranza dovrebbe essere esente dalla tentazione di cadere nel conflitto di interesse.

Ma non possiamo escludere che “l’occasione fa l’uomo ladro!