Project Management

Noi Altri e il Project Management

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La patente di guida

Quando ho iniziato ad occuparmi di Project Management a tempo pieno, ho paragonato la disciplina del project management al  codice della strada. Se non vogliamo farci travolgerci, o in genere se non volgiamo causare incidenti, dobbiamo saper attraversare la strada senza correre troppi rischi, nel rispetto delle regole definite nel codice della strada.  Inoltre, per guidare un’automobile  occorre possedere una patente rilasciata da un’autorità pubblica, previo un esame.

Di conseguenza, appena raggiunta l’età minima necessaria, la maggior parte dei ragazzi si sottopone all’esame di guida per essere abilitato alla guida di un mezzo motorizzato, apprendendo al tempo stesso le regole per circolare anche come semplice pedone. Negli anni ’50, la patente di guida era destinata a chi doveva svolgere il mestiere di autista, mentre oggi, quasi tutti conseguono la patente di guida, anche se solo pochi svolgeranno il mestiere di autista.

Patente di Guida di un Camion

Allo stesso modo, la conoscenza della disciplina del project management nel mondo del lavoro di oggi è paragonabile alla  conoscenza del codice della strada, necessario a tutti e non solo agli autisti di mestiere.

Bisogno di Project Management

In alcuni contesti lavorativi, la sola conoscenza del project management non è più sufficiente per svolgere efficacemente il proprio lavoro. Occorre anche poter dimostrare di possedere  conoscenze, competenze e esperienza  per assumere il ruolo di PM.  Tale dimostrazione è possibile soltanto attraverso una terza parte detta Organismo di Certificazione.

L’Organismo di Certificazione, se è serio, opera nel rispetto di norme internazionali, proponendo esami rigorosi per appurare le competenze e documentare le esperienze del candidato. In questo modo, una certificazione diventa una credenziale che garantisce:

  1. Il possesso di un titolo di studio,
  2. una determinata esperienza nel settore,
  3. l’aver superato un esame rigoroso sulla disciplina e la sua applicazione.

Il mercato, in definitiva, è l’arbitro ultimo nell’attribuire valore e credibilità alle certificazioni degli OdC sia essi enti pubblici che organizzazioni private, come ad esempio il PMI (Project Management Institute) o IIBA (International Institute of Business Analysis).

Perciò,  ogni professionista, prima di avvicinarsi a questa o quella certificazione dovrebbe porsi due domande molto semplici:

  1. Quali competenze occorrono per svolgere bene il mio lavoro?
  2. Come posso dimostrare di possedere le competenze necessarie?

Alla prima domanda possiamo rispondere, analizzando il contesto in cui siamo chiamati ad operare, la durata dell’incarico e le nostre ambizione di carriera o di cambiamento in genere.

Per la seconda domanda oltre ai nostri titoli di studio, alle referenze maturate in precedenti esperienze, ai master di specializzazione, possiamo ricorrere alle varie certificazioni della professione che offre il mercato, sempre più richieste, a causa della volatilità del lavoro.

A questo punto, la domanda è: Da quale certificazione inizio?

Il mio suggerimento è lasciarsi guidare dal contesto in cui si opera, perché una certificazione non è un pezzo di carta da esporre nel proprio ufficio, ma piuttosto l’evidenza attestata da un Organismo di Certificazione, che di mestiere valuta le competenze e l’esperienza dei singoli individui.

Non si può fare tutto in breve tempo. Non ha senso sottoporsi ad una verifica per rispondere ad una singola esigenza (partecipazione ad una  gara pubblica). Sarebbe meglio disegnare un piano formativo completo di tutto il personale interessato, in modo da disporre di credenziali utili, basate su competenza ed esperienza maturate secondo un piano di crescita delle persone e della cultura aziendale in generale.

Il piano formativo potrebbe essere il seguente:

  1. Avvicinarsi ad uno standard di project management come il PMBOK Guide del PMI per conoscere le prassi comuni condivise a livello mondiale in termini di gestione progetti. Ci si può limitare allo studio del PMBOK oppure puntare ad una delle due certificazioni più prestigiose del mercato:   CAPM  e   PMP.
  2. Subito dopo è necessario conoscere una Metodologia di Project Management come il Processo TenStep, MPMM oppure Prince2 che in alcune aree geografiche viene elevato a standard.
  3. Una volta poste le basi su come gestire un progetto in genere, sia esso un problema da risolvere o un’opportunità da cogliere, è indispensabile specializzarsi in una o più aree o dominio di competenze.

Specializzazioni nel Project Management

Le specializzazioni possono essere veramente tante, tutte basate sulla capacità di gestire un progetto. Di seguito, suggerisco alcuni corsi da considerare per il proprio piano formativo:

(cliccando su ognuno di questi link si accede alle specifiche di ogni singolo corso e relativa certificazione)

Tutte queste specializzazioni consentono di  assumere incarichi  in specifici contesti, e possono essere complementari alla conoscenza di base della disciplina del Project Management e non viceversa.

In pratica, a esempio:

  • Chi si occupa di studi di fattibilità è opportuno che si specializzi nel campo della Business Analysis.
  • Chi si occupa di Architetture  di Impresa dovrebbe considerare seriamente una Certificazione TOGAF.
  • Chi si occupa di sviluppo applicativo dovrebbe considerare  la conoscenza e l’adozione di DevOps.
  • Chi fa parte di un team orientato alla filosofia Agile dovrebbe considerare la certificazione  PMI-ACP e poi una certificazione specifica SCRUM, in base al proprio ruolo nel contesto Agile.
  • Chi lavora nel  campo della ricerca o dell’industria produttiva (es. nel farmaceutico) farebbe bene a considerare  una delle certificazioni Six Sima o Lean Six Sigma.
  • Chi lavora nel Marketing  farebbe bene a migliorare le proprie conoscenze del WEB Marketing.

PMTSI offre un’ampia risposta all’esigenza di competenze e conoscenze nel mondo del lavoro di oggi.

Purtroppo, non tutte le aziende sono disposte a fare questi ragionamenti a lungo termine. Molte Aziende, anche grandi, vivono alla giornata, danneggiando prima sé stesse e poi  tutte le maestranze.

Laddove, l’azienda non propone un proprio piano formativo, suggerisco ai professionisti seri, di farsene uno personale e di cercare di attuarlo nell’arco di un paio di anni, a costo di doversi auto finanziare.

Ultimo suggerimento, molte delle certificazioni indicate sopra possono essere ottenute a COSTO ZERO, con la formazione finanziata, ormai ampiamente diffusa presso molte aziende; basta presentare un progetto credibile, seguendo le regole dei singoli bandi. Niente di più.

Per qualsiasi chiarimento Vito Madaio di PMTSI è sempre a vostra disposizione. Modulo di contatto.

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