Il Genere umano e più stupido che cattivo!
Dalla storia NON abbiamo imparato niente; ripetiamo bovinamente gli stessi errori.
Riporto un passo da “Churchill l’Ultimo Leone – 1914-1932” pagina 904-905, di William Manchester.

Sembra scritto oggi: stessi problemi, stessa atmosfera di paura, stessi intrighi.
“A un esame retrospettivo un’aria di presagio pare circondare le classi alte alla fine degli anni Venti. La sensazione che le persone di prestigio, vestite in bianchi abiti da tennis, tra discorsi maniacali e bottiglie di Dom Perignon, si avviino a tutta velocità, a bordo della propria Rolls Roice, verso un vertiginoso precipizio.
È un’illusione, certamente, una visione a cose fatte. Allora quegli anni sembravano fruttuosi e pieni di speranze. Uno si immagina il tipico fine settimana in campagna: il duca di York si allontana dalla diciottesima buca, Sir Samuel Hoare è vestito in modo immacolato e non è neppure sudato dopo tre set sei-zero senza pause, Rex Whistler è assorto nella sua pittura, Balfour sonnecchia in una poltrona di cuoio, Osbert Sitwell trascina i presenti nella usa risata comunicativa mentre il Prof racconta il suo ultimo viaggio in India, e Churchill e Bernard Shaw discutono davanti a una tazza di tè dell’ultima opera di Shaw, Intelligent Woman’s Guide to Socialism and Capitalism.
Altrove Sir Jacob Epstein lavorava alla scultura Madonna col Bambino, Virginia Woolf scriveva Gita al faro, D.H. Lawrence, L’amante di Lady Chatterley, Trevelyan la sua Storia dell’Inghilterra, Evelyn Waugh Lady Margot e A.A. Milne, per la gioia di un pubblico molto più vasto seppur meno esigente, Winny-Puh l’orsetto.
A Washington, Andrew W. Mellon – stava diffondendo il suo vangelo, eco di Sackeville-West, per cui l’ostentato consumismo del ricco è motivo di grande piacere per il povero.
Al numero 11 di Downing Street il cancelliere, uomo pieno di risorse, stava arrotondandosi il salario ministeriale scrivendo per il Saturday Evening Post e, per il Daily Telegraph, una serie di articoli in cui venivano esposte le frodi del welfare dal titolo <The Abuse of the Dole> (l’abuso del sussidio), T.S. Eliot era divenuto cittadino britannico.
L’Inghilterra si stava preparando a lanciare un pubblico servizio televisivo sperimentale. Bernard Shaw aveva concluso che, in assenza di un governo mondiale, l’Impero britannico era il più qualificato a dominare il modo. Quel mondo era in pace e la Gran Bretagna dominava ancora la politica mondiale.
A Ginevra ebbe luogo una conferenza sul disarmo, con la partecipazione degli Stati Uniti. La Germania era stata ammessa alla lega delle Nazioni. L’accordo Kellogg-Briand, appoggiato dal segretario di stato degli Stati Uniti, aveva dichiarato la guerra fuori legge e aveva previsto un accomodamento pacifico delle contese. L’Italia aveva appena firmato un trattato d’amicizia ventennale con ‘Etiopia.
Fra coloro che furono ingannati dal dittatore italiano, ora al suo quinto anno di potere, c’era anche Winston Churchill. Quando lo sciopero delle miniere terminò, si immerse nella scrittura del terzo volume di Crisis e accettò un invito di Roger Keyes, in quel momento ammiraglio, per una crociera di una settimana sul Mediterraneo. <Quando ci lasceremo> scrisse all’ammiraglio, <andrò a Roma alcuni giorni per incontrare Mussolini (finché dura) e con me saranno mio fratello Jack, che voi conoscete, e mio figlio Randolph!>.
Dopo Natale, trascorso a Chartwell, partirono a bordo dell’Esperia.
Il 4 gennaio 1927, da Genova, Winston scrisse a Clementine che era rimasto molto impressionato dalla società fascista: <Questo paese dà l’idea dell’ordine, della disciplina, dei volti sorridenti. Una scuola severa, ma lieta – senza parlottii fra gli studenti. Ci sono stati grandi cambiamenti da quando tu ed io sbarcammo qui quasi sei anni fa>.
I fascisti locali e il personale dell’albergo furono particolarmente premurosi: <Hanno fatto dappertutto il loro particolare saluto militare e …. ci hanno dato il più cordiale benvenuto>.
