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Newsletter: 15 Giugno 2020

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EDITORIALE: Riprendiamo alla Grande!

Piano di ripresa Colao

Ancora una volta abbiamo avuto bisogno di sprofondare con la complicità di un Virus e tutti coloro che hanno cercato di infettarlo con discorsi contradittori, per poterci riprendere alla grande, grazie al soccorso di un manager preso a prestito dall’industria telefonica. La task-force guidata da Vittorio Colao ha formulato il “libro dei sogni” degli italiani, il quale, una volta distribuito ai vari ministeri, forse, potrà anche essere attuato in qualche area, ma sicuramente non in tutte, perché non ne siamo capaci.

Il piano, simile ad un Project Charter, è tutto da interpretare e trasformare in progetti concreti. I politici distruggeranno i migliori propositi del manager, se non troveranno il loro tornaconto in termini di consensi (voti).

Il piano Colao, leggo da “La Stampa” consiste in  “121 pagine di obiettivi e proposte redatte dal comitato di esperti, divise in sei grandi aree di intervento:

  1. Imprese e lavoro;
  2. Infrastrutture e ambiente;
  3. Turismo, arte e cultura;
  4. Pubblica amministrazione;
  5. Istruzione, ricerca e competenze;
  6. Individui e famiglie.”

A suo tempo, anche il piano Cottarelli sulla “Spending Review”  sembrava il toccasana per una nazione malata, ma in mano ai politici è diventato carta straccia. Questa volta la situazione è diversa, non certo perché abbiamo politici migliori, ma perché la nazione oltre ad essere stata infettata dal virus, è veramente allo stremo dal punto di vista economico.

Sempre da “La Stampa”: “Il piano si orienta su 3 obiettivi trasversali: «digitalizzazione e innovazione»; «rivoluzione verde»; «parità di genere e inclusione». Ciascuno dei sei settori, poi, prevede una serie di proposte, divise in base al tipo di finanziamento necessario:

  • «principalmente pubblico»,
  • «principalmente privato» e
  • «no funding» (a costo zero).”

Ciò risponde al fatto che sull’Italia sta arrivando una pioggia di miliardi di Euro. Ho perso il conto di quanti miliardi sono stati annunciati, anche se qualcuno sostiene che si tratta solo di fumo negli occhi e che quei miliardi non li vedremo mai.

Intanto, grazie al piano Colao si parla di  “sblocco delle infrastrutture attraverso il “modello Genova”, l’individuazione delle grandi opere da costruire, ma anche la riforma dell’abuso di ufficio e del danno erariale per i dipendenti pubblici, oltre all’aumento al 30% dell’anticipazione concessa all’appaltatore di lavori pubblici e lo snellimento delle procedure per la valutazione di impatto ambientale, fino alla semplificazione degli iter autorizzativi per l’edilizia privata.”

Molto bello, se fosse vero! Ma ci dobbiamo credere?

Speriamo che sia vero. Se i politici lasciano passare anche questo treno, temo che non ce ne saranno altri.

Facciamo pure gli “Stati Generali“, ma ricordiamoci che gli ultimi Stati Generali convocati da Luigi XVI nel 1789 per pacificare  clero, aristocrazia e borghesia in una Francia in crisi politica, economica, sociale e finanziaria, portarono alla Rivoluzione Francese. Le conseguenze furono che il mondo cambiò notevolmente; la Francia da monarchia diventò una repubblica e Luigi XVI fu deposto, arrestato e infine decapitato nel 1793 con il nome di Luigi Capeto.

Colao e Conte - Stati Generali

Auguro ai nostri governanti miglior fortuna!

Buona ripresa a tutti.

Vito Madaio, PMP®, TSPM™, SMC™, DevOps-TRA™


REGOLE:  Come Essere Agili in tempi di COVID-19

Riporto la traduzione sommaria dell’articolo  “Can We Still Be Agile?” di Mike Griffiths  del 10 Giugno 2020. Costituisce un’ottima disamina dell’alternativa remota alla comunicazione Face-to-Face, tanto osannata per gli ambienti Agile.

Dal momento che non è più possibile restare nello stesso ambiente, diventa  più difficoltosa la comunicazione faccia a faccia.  Un punto di forza di Agile sarebbe proprio la comunicazione “Faccia a Faccia”. Vediamo come si può ovviare.

Il Manifesto Agile  e i Principi Agile non indicano che bisogna essere nello stesso ambiente di lavoro per essere Agile o efficaci, ma afferma che “il metodo più efficiente ed efficace  di scambiare informazioni tra i membri di un team di sviluppo è la conversazione faccia a faccia”  e le persone del Business e gli sviluppatori devono lavorare insieme quotidianamente per tutta la durata del progetto.

La conversazione faccia a faccia insieme alla collaborazione quotidiana sono sicuramente più agevoli se le persone si trovano nello stesso ambiente (colocation). Però, molti team Agile già, prima delle restrizioni per il Covid-19,  collaboravano da remoto con team distribuiti anche su più continenti.

Un survey Agile del 2020 ha scoperto che l’81% dei rispondenti già utilizzano l’approccio Agile  con elementi del team da remoto.

Come conciliare l’esigenza di comunicazione faccia a faccia in presenza di team distribuiti?

Si può ovviare con la video conferenza, con una delle piattaforme disponibili anche senza costi aggiuntivi.

Il primo a raccomandare la conversazione faccia a faccia  è stato  Alistar Cockburn, uno dei firmatari del Manifesto Agile, disegnando un grafico per mostrare forme e livelli di comunicazione efficace. Successivamente, Scott Ambler, l’ideatore del “Disciplined Agile” ha esteso il grafico per mostrare tipi di modelli di comunicazione, aggiungendovi la video conferenza.

L’obiettivo del grafico era mostrare come interattivamente, la discussione faccia a faccia fosse più efficiente in termini di trasferimento di dati rispetto alla documentazione cartacea, oltre a consentire anche di porre domande e dare risposte, chiarendo la comprensione reciproca. In più, la comunicazione faccia a faccia  trasmette anche emozioni tramite il tono di voce e il linguaggio del corpo, diventando una forma più ricca e completa di comunicazione. Ecco l’insieme dei due grafici:

Agile Face-to-Face

Nel grafico, possiamo osservare al punti 1) la conversazione faccia a faccia e al punto 2) la Video Conferenza, entrambi nel quadrante con più efficacia e con maggiore emotività. Anche se la Video Conferenza è ad un livello inferiore rispetto al faccia a faccia, resta comunque ad un livello superiore dell’e-mail o della documentazione scritta. Il massimo livello è lavorare insieme su una lavagna, discutendo e disegnando soluzioni, traendone più benefici con la collaborazione visiva.  Queste modalità arricchiscono la discussione trasferendo visivamente ciò che si intende comunicare.

La conclusione è che quando non è possibile la conversazione faccia a faccia, la prima alternativa efficace è la video conferenza, con la quale trasmettere la nostra interpretazione e  tutta l’emotività che comporta un argomento.

Altri Approcci Agile

Anche la Guida SCRUM non afferma che il team dovrebbe stare nella stessa sede, ma soltanto che il team deve lavorare insieme per realizzare un prodotto. Perciò, i Team SCRUM possono lavorare insieme da remoto sullo stesso prodotto. Per esempio, uno sviluppa un sito web e un altro prepara i contenuti per quel sito web. Entrambi lavorano insieme sullo stesso prodotto finale, senza essere fisicamente insieme.

La metodologia XP (Extreme Programming) prevede la prassi di “Sedere Insieme” come una delle prime raccomandazioni e dice “The more face time you have, the more humane and productive the project.”

I team remoti non possono realizzare questa prassi raccomandata, non stando nello stesso ambiente. Il creatore di XP, giustifica questo risultato affermando che “sedere insieme” è un obiettivo, ma non obbligatorio.

Dobbiamo anche ricordare che quando furono sviluppati i principi Agile nel lontano 2001, la video conferenza non era diffusa o conosciuta come oggi. Essa iniziò a diffondersi con l’applicazione Skype dal 2003 e poi nacquero tante altre piattaforme, altrettanto valide, a basso costo.

Tipologie di Team Agile

Ecco alcune  tipiche composizione di Team di Sviluppo Agile:

  1. tutti nella stessa sede (co-locati)
  2. molti nella stessa sede con alcuni da remoto
  3. tutti da remoto.

Tipologie di Team Agile

Con le restrizione COVID-19, molti team sono passati dalla tipologia n. 1 o 2 alla tipologia 3, dovendo lavorare da casa. Queste modificazioni hanno impegnato le tecnologie, facendo emergere tutta la potenzialità di opportunità per il futuro.

Le disparità tra membri in loco e membri remoti nel tipo di team di tipo 2, scompaiono con la tipologia 3, dove tutti comunicano allo stesso livello. Praticamente, in questo modo siamo tutti sulla stessa barca e il bisogno di comunicare è ampiamente evidenziato e universale.

Lezioni dai Team con tutti i Membri da Remoto

Molte organizzazioni, da anni,  hanno adottato con successo i team di tipo 3,  cioè con tutti  i membri del team da remoto. Deliberatamente hanno scelto questo approccio, perché sono convinti di trarne molti vantaggi.

Automattic che sviluppa prodotti come WordPress e Tumblr, impiega oltre 1100 distribuite in 75 nazioni,  utilizzando la strategia remota. Quest’organizzazione utilizza approcci Agile per sviluppare i suoi prodotti. I suoi team di project management  distribuiti, detti P2,  organizzano, comunicano e sviluppano la propria comunità.

Automattic ha anche una serie di aspirazioni, del tipo:

  • Non smettere mai di apprendere
  • Non lavorare solo su cose assegnate
  • Non fermarsi allo status quo
  • Non perdere un’occasione per aiutare un collega
  • Comunicare il più possibile, perché la comunicazione è l’ossigeno delle compagnie distribuite.

L similitudine dell’ossigeno con la comunicazione  è deliberata perché  poco o molto ossigeno potrebbe essere fatale. Come bilancia di gruppo  è importante impiegare tempo  con una mentalità editoriale, assicurandosi  che la giusta informazione non venga pubblicata, ma ascoltata e compresa da chi ne ha bisogno.

Un altro esempio è la società GitLab che sviluppa tool Agile con approcci Agile. GitLab possiede una vasta libreria di risorse su come lavorare da remoto da cui apprendere.

I valori di GitLab sono:

  • Collaborazione
  • Risultati
  • Efficienza
  • Diversità
  • Inclusione & Appartenenza , Iterazione
  • Trasparenza

… che insieme formano l’acronimo “CREDIT” che rappresenta la fiduciA l’un l’altro come intento. Il Manifesto GitLab  per il lavoro remoto è:

  1. Assumere e lavorare da tutto il mondo, anziché da una locazione centrale.
  2. Utilizzare l’orario flessibile, anziché un orario prestabilito.
  3. Scrivere e registrare la conoscenza, anziché fornire spiegazioni verbali.
  4. Processi scritti, anziché formazione sul lavoro.
  5. Condivisione pubblica delle informazioni, anziché necessità di accesso.
  6. Poter aprire qualsiasi documento in aggiornamento, anziché esercitare il controllo dall’alto dei documenti
  7. Comunicazione asincrona, anziché comunicazione sincrona.
  8. Risultati del lavoro, anziché le ore impiegate.
  9. Canali di comunicazione formali, anziché canali informali.

I punti 3, 4 e 9 prediligono la comunicazione scritta, preferibile, in ambiente remoto, per consentire alle persone di consultarla quando preferiscono. Ciò sembrerebbe in contrasto con il Manifesto Agile che consiglia la comunicazione faccia a faccia con feedback immediato a tutto campo. Tuttavia, le organizzazioni remote hanno un asso nella manica che  probabilmente compensa qualsiasi svantaggio di comunicazione.

Persone anziché Processi

Accedere ai migliori talenti è la salvezza dei team remoti. Ci sono stati molti studi e speculazioni sulle differenze di produttività tra medi e bravi lavoratori.

Alcun report  vantano anche produttività 2x, 3x o anche  5x tra sviluppatori software, ma questi dati sono molto discutibili, per le classi di problemi ancora da risolvere.

L’argomento per i team Agile remoti è che la minore efficienza passando dalla comunicazione faccia a faccia alla video conferenza  è più che compensata dall’avere i migliori talenti possibili. Inoltre, anche perché  “lavora ovunque e quando vuoi” offre maggiore flessibilità, attraendo e trattenendo i migliori talenti.

Lavoro Remoto e Valori Agile

Ci sono molti paralleli tra tutti remoti e principi Agile:

  • Autonomia – Affinché i team remoti funzionino bene, le organizzazioni devono adottare una visione del lavoro orientata ai risultati.  Le organizzazioni si fidano dei loro staff indipendenti,  che collaborano e comunicano per creare i risultati desiderati. I manager non cercano di fare micro – management o schedulare task, ma, consentono alle persone di auto organizzare il proprio lavoro, in piena autonomia.  Questa mentalità rispecchia il “potenziamento dei team” che utilizzano un approccio Agile.
  • Trasparenza – Le persone sono incoraggiate  a comunicare ampiamente e frequentemente. Questa idea si rifà ai concetti Agile e Kanban nel rendere visibile il lavoro e alla trasparenza  di SCRUM.
  • Lotta allo Status Quo – Le persone devono essere curiose e sempre alla ricerca di nuovi mercati e miglioramenti. Questi concetti si allineano bene con la ricerca e l’adattamento di idee retrospettive e miglioramento continuo, tipici della mentalità Agile.
  • Iterare – Lavorare iterativamente è uno dei valori centrali dell’approccio Agile.
  • Valorizzare gli Individui – Assumere globalmente e concedendo flessibilità nel lavoro, anche se ciò può significare più documentazione, è un esempio di vivere il valore Agile “individui e iterazioni, anziché processi e strumenti“.

Sintesi

I team remoti possono essere Agili, anche se hanno qualche svantaggio nel  lavorare insieme. Tutti, in modalità remota, possono diventare sfidanti e la comunicazione può richiedere più tempo. Però, la disponibilità dei migliori talenti, con flessibilità e autonomia colma questi svantaggi.

Quando le persone valutano i principi Agile, di solito, trovano il modo di farli funzionare a prescindere dalle circostanze. Il punto non è essere Agile, ma sviluppare  una forza lavoro impegnata ed energica, che si supporti l’un l’altro e creare risultati utili è il vero obiettivo e la misura del successo.

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