Newsletter PMTSI di Giugno 2019

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23 Giugno 2019

EDITORIALE: Tante Novità

Volevo ridurre la pubblicazione della Newsletter perché sembrava uno strumento superato. Invece, molti lettori, mi richiedono quel contatto periodico, dimostrando di essere affezionati alle mie comunicazioni mensili, a volte centrate su  argomenti specifici, altre un po’ dispersive perché centrate solo sulle  iniziative in corso.

Dopo un semestre denso di impegni, con l’Estate, posso riprendere la pubblicazione della Newsletter,  sperando di  incontrare il  gradimento di tutti.

Il primo semestre 2019, è stato caratterizzato principalmente dalla formazione sulla Business Analysis, oltre al solito interesse per le certificazione PMI-PMP® e CAPM®.

Permane un certo interesse per le discipline emergenti, destinate a diventare  un MUST nei prossimi anni, ma solo poche aziende stanno puntando a tale formazione. Parlo di:

  • Risk Management secondo le norme ISO 31000 e ISO 31010.
  • DevOPs  con due livelli di certificazioni.
  • TOGAF con due livelli di certificazioni.
  • Lean Six Sigma con 4  livelli di certificazioni

Nelle grandi aziende l’enfasi per questi temi è notevole, devono solo trovare il coraggio di investire, oppure, cosa che suggerisco caldamente, ricorrere alla formazione finanziata, sviluppando il proprio personale importante a costo zero.

La ripresa in Italia, passa anche  per la formazione in questi settori vitali e non nella formazione fine a se stessa.

La leva della formazione finanziata può essere una grande occasione per progettare il futuro in qualsiasi settore, mettendo a fattor comune la gestione dei progetti per spingersi verso le varie specializzazioni che la caratterizzano.

I nostri principali corsi per eccellenza sono:

  1. Preparazione Certificazione PMP® o CAPM®
  2. Preparazione Certificazioni TOGAF®
  3. Preparazione Certificazione DevOps Foundation®
  4. Preparazione Certificazione per Business Analyst secondo IIBA
  5. Preparazione Certificazione per Business Analyst secondo il PMI
  6. Preparazione Esame Lean Six Sigma Green (o Black) Belt
  7. Risk Management secondo le Norme ISO 31000 e  31010.

Ormai, questi corsi vantano preziose referenze, perché sono una realtà consolidata con successo in molte aziende importanti. In questo primo semestre siamo stati protagonisti con 4 edizioni del corso per Business Analyst secondo IIBA, 2 edizioni del corso per Project Manager secondo il PMI, con 2 edizioni del corso sul Risk Management secondo la norma ISO 31000,  due corsi per project manager secondo la norma UNI, un corso per architetti di impresa secondo lo schema TOGAF e un corso per lo sviluppo secondo lo schema DevOps.

Ringrazio quel centinaio di persone che hanno contribuito a rendere di successo questi eventi formativi, coinvolgendosi pienamente nella tematica proposta.

Abbiamo in piano corsi nell’area Lean Six Sigma e PMI-PBA secondo il nuovo standard pubblicato nel 2017 dal PMI.

Come accennavo in apertura, la Business Analysis sta diventando il nostro piatto forte. Siamo in grado di tenere entrambe le versioni di corso:

Il confronto tra i due schemi di riferimento è un arricchimento continuo. due approcci sono molto simili forse il primo più orientato ai processi, mentre il secondo più orientato alle persone, ma in sostanza propongono quasi gli stessi processi, il primo 35 ed il secondo solo 30, con mote definizioni identiche.

Prediligiamo i corsi ad hoc presso i nostri clienti in tutta Italia,  perché è l’unico modo per diffondere seriamente la cultura del project management e delle  discipline, con riferimento ad uno standard internazionale, riconosciuto in tutto il mondo.

Siamo in piena estate. L’ombrellone al mare ci attende, quindi niente corsi in aula per due mesi, mentre cureremo minuziosamente tutte le richieste di formazione online per chi intende approfittare di questo periodo di vacanze.

Per qualsiasi esigenza di corsi online, restiamo a vostra disposizione anche d’Estate.

  Modulo di contatto 

Buone vacanze a tutti.

Vito Madaio, PMP®, TSPM™, SMC™


REGOLE: Dagli scimpanzé alle mega-metropoli

Un  estratto da: “Animali a dèi” di Yuval Noah Harari

La leggenda della Peugeot

Peugeot Logo

I nostri cugini scimpanzé vivono di solito in piccole comunità composte da alcune decine di individui. Stringono strette amicizie, cacciano insieme e combattono fianco a fianco contro i babbuini, i cercopitechi e gli scimpanzé nemici. La loro struttura sociale tende a essere gerarchica. Il membro dominante, che quasi sempre è un maschio, viene definito “maschio alfa“. Tutti gli altri, maschi e femmine, fanno mostra di sottomissione al maschio alfa chinandosi davanti a lui ed emettendo piccoli grugniti, non diversamente dai soggetti umani che si prostrano davanti al re. Il maschio alfa si adopera a mantenere l’armonia sociale in seno al gruppo. Se due individui si azzuffano, interviene a far cessare la violenza. Con minore benevolenza, può monopolizzare cibi molto ambiti e impedire che maschi di rango inferiore possano accoppiarsi con le femmine.

Quando due maschi contestano la posizione di alfa, di solito lo fanno formando ampie coalizioni di sostenitori, sia maschi che femmine, appartenenti al gruppo. I  legami tra i membri della coalizione si basano su un contatto fisico quotidiano – abbracci, carezze affettuose, baci, grooming e favori reciproci.

Proprio come durante una campagna elettorale i politici vanno in giro a stringere mani e baciare bambini, così gli scimpanzé che aspirano alla posizione dominante nel proprio gruppo passano molto tempo ad abbracciare, a dare colpetti sulla schiena e a baciare i cuccioli.

Di solito, il maschio alfa ottiene la propria posizione non perché sia fisicamente più forte, ma perché guida un’ampia e stabile coalizione. Tali coalizioni hanno un ruolo centrale non soltanto durante le lotte per conquistare la guida del branco, ma in quasi tutte le attività che si svolgono quotidianamente. I membri di una coalizione trascorrono più tempo insieme, condividendo il cibo e si aiutano l’un l’altro nei momenti di difficoltà.

Esistono quindi evidenti limiti all’ampiezza del gruppo che può essere formato e mantenuto in forma siffatta. Perché funzioni, tutti i membri devono conoscersi intimamente. Due scimpanzé che non si sono mai incontrati, che non hanno mai fatto la lotta insieme e  non si sono mai spulciati a vicenda non sapranno mai se possono fidarsi l’uno dell’altro, se varrebbe la pena di aiutarsi reciprocamente, e quale di loro due sia di rango più alto. In condizioni naturali, un branco tipico di scimpanzé è composto di venti-cinquanta individui. Via via che aumenta il numero degli scimpanzé di un branco, l’ordine sociale si destabilizza, portando infine alla rottura  e alla formazione di un nuovo branco da parte di qualcuno degli animali. Solo in una manciata di casi gli zoologi hanno osservato gruppi con più di cento componenti. Di rado i gruppi che si sono separati cooperano, piuttosto tendono a competere per il territorio e per il cibo. I ricercatori hanno documentato prolungati stati di guerra tra  gruppi e anche un caso di attività “genocida”, in cui un branco ha massacrato sistematicamente quasi tutti i membri di un gruppo confinante.

Scimapnzè innamorati

Modelli simili dominarono probabilmente la vita sociale dei primi umani, compreso l’Homo sapiens arcaico. Gli umani, al pari degli scimpanzé, posseggono istinti sociali che hanno consentito ai nostri antenati di formare amicizie e gerarchie e di cacciare e combattere insieme. Tuttavia, proprio come gli scimpanzé, anche gli istinti sociali degli  umani erano adatti solo a piccoli gruppi. Quando il gruppo diventava molto allargato, l’ordine sociale si incrinava e il gruppo finiva per spaccarsi.

Anche se una vallata particolarmente fertile poteva dar da mangiare a cinquecento Sapiens arcaici, non c’era modo che un numero così grande di estranei riuscisse a convivere. Come potevano mettersi d’accordo su chi doveva comandare, chi doveva combattere e dove  o chi doveva accoppiarsi con chi?

Sulla scia della Rivoluzione cognitiva, il pettegolezzo aiutò Home sapiens a formare comunità più grandi e più stabili. Solo che anche il gossip ha i suoi limiti. La ricerca sociologica ha dimostrato che la grandezza “naturale” massima di un gruppo unito da questa pratica è di circa centocinquanta individui. La maggior parte delle persone, infatti, non può conoscere intimamente più di centocinquanta esseri umani né chiacchierare su di loro con qualche effetto.

Persino oggi, una soglia critica delle organizzazioni umane cade intorno a questo numero magico. Al di sotto di tale soglia, comunità, gruppi di lavoro, social network e unità militari possono essere basati principalmente sulla conoscenza intima e sui pettegolezzi. Affinché si mantenga l’ordine, non c’è bisogno di ranghi formali, di titoli o di trattati di giurisprudenza.

Un plotone di trenta soldati o persino una compagnia di cento soldati possono funzionare sulla base delle relazioni intime, con un minimo di disciplina formale. Un sergente rispettato può diventare il “re della compagnia” ed esercitare un’autorità anche maggiore di quella degli ufficiali. Una piccola azienda di famiglia può sopravvivere e prosperare senza un consiglio di amministrazione, un amministratore delegato o un ufficio di contabilità. Ma una volta scavalcata la soglia di centocinquanta individui, le cose non funzionano più nella stessa maniera. Non si può comandare una divisione con migliaia di soldati nello stesso modo in cui si comanda un plotone. Le aziende di famiglia si trovano di solito in crisi quando diventano più grandi e assumono altro personale. Se non riescono a reinventarsi, falliscono.

Come ha fatto Homo sapiens ad attraversare questa soglia critica, arrivando a fondare città con decine di migliaia di abitanti e poi imperi che governano centinaia di milioni di persone? Il segreto sta probabilmente nella comparsa della finzione.

Grandi numeri di estranei riescono a cooperare con successo se credono in miti comuni. Qualsiasi cooperazione umana su vasta scala – si tratti di uno stato moderno, di una chiesa medioevale, una città antica o di una tribù arcaica – è radicata in miti comuni che esistono solo nell’immaginazione collettiva.

Le chiese sono radicate in miti religiosi comuni. Due cattolici che non si siano mai incontrati prima possono ugualmente partire insieme per una crociata raccogliere fondi per costruire un ospedale, perché entrambi credono che Dio si sia fatto carne e sangue e si sia sacrificato sulla croce per redimere i nostri peccati.

Gli stati si fondano su miti nazionali condivisi.  Due servi che non si siano mai visti prima possono rischiare la propria vita l’uno per l’altro perché credono entrambi nell’esistenza di una nazione serba.

I sistemi giudiziari sono radicati in miti legali comuni. Due avvocati che non si siano mai incontrati prima possono, nonostante questo, concertare i propri sforzi per difendere un perfetto estraneo, perché hanno fede nell’esistenza delle leggi, della giustizia e dei diritti umani –  e nel denaro pagato  per le loro parcelle.

Eppure nessuna di queste cose esiste al di fuori delle storie che le persone si inventano e si raccontano vicendevolmente. Nell’universo non esistono dèi, non esistono azioni né denaro né diritti umani né leggi, e non esiste alcuna giustizia che non sia nell’immaginazione comune degli esseri umani.

Non si fa fatica a capire che i “primitivi” cementano il proprio ordine sociale attraverso la credenza in fantasmi e spiriti, raccogliendosi a danzare intorno al fuoco nelle notti  di luna piena.

Quello che stentiamo a capire è che le nostre moderne istituzioni funzionano esattamente sugli stessi presupposti. Si consideri per esempio il mondo delle grandi società finanziarie. I moderni uomini d’affari  e avvocati sono, in realtà, potenti stregoni contemporanei. La differenza principale tra loro e gli sciamani tribali è che gli avvocati moderni raccontano storie più bizzarre.

La leggenda della Peugeot fornisce un buon esempio. ……………….                 Leone-Uomo trovato nella grotta di Stadel di 32.000 anni fa

Un leone-uomo (o leonessa-donna) di avorio è stato ritrovato nella grotta di Stadel in Germania e risale a circa 32.000 anni fa. Il corpo è umano, ma la testa è leonina. E’ uno dei primi esempi di arte, e probabilmente di religione, oltre che della capacità della mente umana di immaginare cose che non esistono nella realtà.


INIZIATIVE: Tutti al Mare!

Arriva l’Estate ed  è sacrosanto ritagliarsi un momento di relax, per ricaricarsi e per fare quello che normalmente non riusciamo a fare nel periodo di lavoro.

Ricaricarsi può significare tutto: dormire, nuotare, passeggiare, riposarsi in genere.

Se , invece, vuoi approfittarne per aggiungere un tassello mancante al tuo CV, questo delle vacanze è un ottimo intervallo per dedicarsi ad un corso di formazione online.

Puoi studiare dove e quando vuoi, con la possibilità di chiedere chiarimenti ad un mentore, senza stressarlo perché anche il mentore ha bisogno di ricaricarsi!

Consulta www.pmtsi.com e scegli come passare il tempo, studiando con pochi spiccioli.

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