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12  Novembre 2018

EDITORIALE: Dove va l’informatica?

Torno sul settore ITC, il settore nel quale mi riconosco per la mia trentennale esperienza. Erano altri tempi quando, da System Engineer mi occupavo di IBM Large System e di Sistemi Operati Mainframe. Quei sistemi hanno fatto la storia!

Anche se, oggi, tutto sembra cambiato,  in realtà, non è cambiato niente, escluso la velocità del business e il time to market imposto dai mercati globali.

Purtroppo, non c’è più neanche  il bravo System Engineer di una volta!

La trafila da sistemista junior a sistemista esperto, e poi sistemista senior e poi sistemista consulente è stata completamente ribaltata, etichettando consulenti anche i ragazzi  appena usciti dall’Università. Mi dispiace, ma questo è un inganno, soprattutto per i giovani che si lasciano illudere da un mondo alla rovescia. Non sto affermando che i giovani non sono svegli, ma senza un minimo di esperienza non riesco proprio ad immaginare di quale consulenza parlano. Chi accetta di essere consulente al primo impiego non si rende conto, poveraccio, che si sta prendendo in giro da solo!

Detto questo per onore del vero, cerchiamo di inquadrare le professioni emergenti nell’ambito della vera informatica, figlia dell’elaborazione dati e della meccanografia. Quando dico che nulla è cambiato, intendo dire che  la vera informatica poggia ancora su principi sani, dettati da pochi geni,tra cui, ad esempio, Von Neumann ( leggi un mio vecchio articolo: Chiedi chi era Von Neumann).

Ma veniamo ad oggi.

Le grandi organizzazioni non potranno fare a meno dei classici Sistemisti di Base (detti anche Legacy), degli Sviluppatori e del Settore Operativo. In alcuni casi è stato ideato un diaframma tra Sviluppatori e Settore Operativo per gestire la transizione di nuove applicazioni dallo sviluppo alla produzione. Questi vari settori specializzati, nel tempo si sono trasformati in SILOS riducendo la comunicazione all’indispensabile, spesso appesantita da inutili formalismi.

Da alcuni anni, il movimento DevOps (Development + Operations) promuove la collaborazione tra diverse funzioni aziendali per arrivare all’integrazione del rilascio continuo di nuove applicazioni e delle modifiche alle applicazioni esistenti.

Il fine ultimo è aumentare la produttività, con meno errori umani, affidando collaudi e verifiche a sistemi automatici, fin dove possibile.

In questo scenario, occorrono nuove figure professionali, meno ingessate e separate in appositi silos, tipo: Gruppo Sistemisti, Gruppo Sviluppatori, Personale Operativo e Manager delle Operations.

Le figure professionali che operano in questi gruppi hanno bisogno tutte di rivedere le proprie posizioni, perché oltre alle tecnicalità necessarie per utilizzare i nuovi tool, sempre più numerosi,  è fondamentale apportare un enorme cambiamento culturale.

Il cambiamento culturale deve avvenire a tutti i livelli, compreso nell’alto management. L’operazione non è affatto semplice, oltre al semplice fatto che occorre investire in formazione e cultura organizzativa. E’ indispensabile che l’alto management, per primo, comprenda che occorre anche un discreto investimento finanziario per dominare il cambiamento inevitabile. Chi sceglierà di farsi trascinare dalla corrente, corre il rischio di uscire velocemente dal mercato.

Il cambiamento tecnologico deve essere preceduto dal cambiamento culturale e non viceversa. Potrà essere graduale, ma bisogna fissare un punto di arrivo, basato sulla massima automazione.  Una via di mezzo potrebbe comportare grandi investimenti,  senza benefici significativi. Con DevOps è facile fissare un buon punto di arrivo e poi  con tenacia eseguire i vari passi di avvicinamento per trarne il massimo beneficio.

Quali possono essere i primi passi:

  • Adottare metodologie Agile/SCRUM/LEAN per lo sviluppo.
  • Adottare sistemi di automazione per il testing delle applicazioni.
  • Adottare tool DevOps per il rilascio delle applicazioni.
  • Separare i sistemi di sviluppo da quelli di test e da quelli di produzione.
  • Formare le nuove figure professionali sui tool di test e di rilascio.
  • Maturare una visione di insieme, senza lasciare niente al caso.

Passi indispensabili per competere nel corso della  prossima ripresa economica.

E’ proprio il caso di dire chi si ferma è perduto.

Sfida non facile! Forse, è il caso di iniziare a prepararsi, acquisendo i fondamentali delle nuove professioni a partire dal settore informatico.

Ecco il nostro piccolo contributo

Corso DevOps Foundation

Corso sulla filosofia DevOps, principi di base e  tool già disponibili.

  Il corso consente di accedere all’esame di certificazione  “DevOps Foundation” attraverso l’organismo di certificazione internazionale: DevOps Institute.

Il corso è a calendario nel prossimo Febbraio, ma può essere portato nella sede dei nostri clienti in tutta Italia (Calendario Corsi PMTSI).

Buon lavoro a tutti

Vito Madaio, PMP®, TSPM™, SMC™


REGOLE: Il Ruolo del Project Manager

Il “project manager” NON è un ruolo di semplice gestione operativa, checché ne dicano alcuni sedicenti esperti.

Il PMBOK Guide, una fonte autorevole a livello mondiale, afferma:

“The project manager is the person assigned by the performing organization to lead the team that is responsible for achieving the project objectives. …..

Depending on the organizational structure, a project manager may report to a functional manager. In other cases, a project manager may be one of several project managers who report to a program or portfolio manager who is ultimately responsible for enterprise-wide projects. In this type of structure, the project manager works closely with the program or portfolio manager to achieve the project objectives and to ensure the project management plan aligns with the overarching program plan. The project manager also works closely and in collaboration with other roles, such as a business analyst, quality assurance manager, and subject matter experts.“

Poiché gestisce processi e persone, il project manager è responsabile al 100% del successo del progetto, invece ha un semplice ruolo di gestione operative se riporta ad un capo funzionale. In questo caso, non dovrebbe neanche  chiamarsi project manager, ma coordinatore o supervisore. Infatti, se il project manager riporta ad un capo funzionale, non ha nessun potere decisionale.

Sempre dal PMBOK leggiamo:

“In general, project managers have the responsibility to satisfy the needs: task needs, team needs, and individual needs. As project management is a critical strategic discipline, the project manager becomes the link between the strategy and the team. …. The project manager’s role therefore becomes increasingly strategic. However, understanding and applying the knowledge, tools, and techniques that are recognized as good practice are not sufficient for effective project management. “

Ultimamente si fa un gran parlare di soft skill, ma pochi devono averne afferrato il significato, se si ostinano a parlare del project manager come ruolo di gestione operativa, come se i soft skill servissero solo nei giorni festivi! Dal PMBOK leggiamo:

“Project managers accomplish work through the project team and other stakeholders. Effective project managers require a balance of ethical, interpersonal, and conceptual skills that help them analyze situations and interact appropriately. ….: Leadership, Team building, Motivation, Communication, Influencing, Decision making, Political and cultural awareness, Negotiation, Trust building, Conflict management, and Coaching. “

Questi sono dati di fatto, non opinioni.


ESPERIENZE: TOGAF Foundation e TOGAF Certified

The Open Group mette a disposizione due certificazioni di alto livello sulla conoscenza dello standard di “Enterprise Architecture”: la prima  a livello di conoscenza dello schema proposto da una serie di volontari impegnati nello sviluppo di una vera e propria metodologia per sviluppare e architetture; la seconda a livello di scenari e capacità di applicare principi e processi dello standard TOGAF.

Abbiamo riassunto Cosa è TOGAF in una pagina web, invitando a partecipare alla prossima edizione del corso di 2+2 giorni per conseguire una o entrambe le certificazioni.

    


INIZIATIVE: Questo mese suggeriamo:

  1. Certificazione CAPM da casa propria: Una certificazione da Project Manager è indispensabile nell’attuale panorama del lavoro. Se non hai maturato l’esperienza per la certificazizone PMP, la soluzione ideale è conseguire subito una certificazione CAPM.  – PMI – CAPM Proctor EXAM  Consulta i requisiti minimi per accedere all’esame da casa tua.
  2. Calendario Corsi in aula per il primo semestre 2019 – Chi prepferisce parteciapre ad un corso pubblico per accelerare la propria preparazione e soprattutto per fare network con un bel gruppo di professionisti può pianificare la propria partecipazione ad un corso aperto al pubblico. Fermo restando che gli stessi corsi possono essere organizzati presso le sedi dei clienti.
  3. Ultimi aricoli pubblicati:
    1. Che cosa è TOGAF
    2. DevOps e Storia degli Automi

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