La strategia  nel Gioco degli  Scacchi

Articolo di svago – utile per riflettere, ma non necessario ai fini della certificazione

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Il libro di ACHENG  dal titolo “Il Re degli Scacchi” è un piccolo capolavoro di saggezza. Partendo dalla  passione per gli scacchi spiega concetti di filosofia taoista, anche in chiave moderna.

In breve, il protagonista, una persona dotata di eccezionale predisposizione per il gioco degli scacchi, dopo i fatti di Tien An Men, si barcamena per procurarsi il cibo e per migliorare nel gioco degli scacchi, la sua unica vera passione.

Nel primo capitolo, tratto da  un vecchio manoscritto tramandato da diverse generazioni cinesi, si racconta di un vecchio raccoglitore di carta  che spiega la sua strategia nel gioco degli scacchi.

Ecco alcuni passi: << Che cos’è il vecchio? Non è vecchia la carta che raccolgo qui ogni giorno? Eppure quando, dopo averla selezionata, la rivendo per guadagnarmi  i soldi per vivere, non è forse qualcosa di nuovo?

Gli antichi taoisti parlavano dello yin e dello yang. Questo primo capitolo spiega lo yin e lo yang  servendosi dell’uomo e della donna.

Lo yin e lo yang si compenetrano e si alternano.

Non bisogna essere troppo vigorosi all’inizio, perché il troppo vigore provoca la rottura.

  • Un eccessivo vigore provoca rottura,
  • un’eccessiva debolezza provoca dispersione.

Il tuo difetto è di avere troppo vigore. Se il tuo avversario è aggressivo, lo devi affrontare con la morbidezza e contemporaneamente creare la strategia che porta alla vittoria.

La morbidezza non significa debolezza, significa contenere, accogliere, racchiudere.

Contenendo l’avversario lo attirerai nella strategia che tu hai creato. E dovrai crearla seguendo il principio del “non agire”.

Non agire” è il Dao e costituisce  la natura immutabile degli scacchi.

Prova a cambiarla e non saranno più scacchi. Non solo perderai ma non sarai più capace di giocare.

Non si può andare contro la natura degli scacchi, ma per ogni partita dovrai creare la tua strategia vincente. Una volta che avrai compreso la natura degli scacchi e che sarai capace di creare la tua strategia, non ci sarà nulla che tu non possa fare.

Tutto ciò è piuttosto misterioso, ma riflettendoci attentamente ti renderai conto che è vero>>

Il giovane replicò:

<< Detto così è molto illuminante, ma negli scacchi esistono migliaia di possibilità: come si può essere sicuri di vincere? >>

E il vecchio:

<<E’ appunto in questo che consiste l’arte di creare la strategia. La strategia si definisce nei momenti critici. Se nessuno muovesse non ci sarebbe gioco. Ma basta che l’avversario faccia una mossa, perché tu metta in atto la strategia e conduca il gioco.

Se hai a che fare con un avversario di alto livello, sarà difficile mettere in atto la strategia e dovrai subire delle perdite.

Lui perderà un pezzo, poi ne perderai uno tu. Per prima cosa dovrai sviare i suoi attacchi o trovare un punto debole dove inchiodarlo.

Una volta bloccata la sua strategia, dispiegherai la tua. A questo punto non dovrai più preoccuparti di perdere.

La strategia andrà modificata a seconda della situazione. Una strategia ne genera un’altra, una ne intrappola un’altra.

Si comincia con una strategia minore che confluisce nella strategia maggiore. Dovranno essere talmente fuse che l’avversario non avrà scampo.>>

Se consideriamo l’esame di certificazione come una partita a scacchi, abbiamo bisogno di una strategia, perché anche le possibili domande sono migliaia. Una volta all’esame, saremo di fronte ad una raffica di 200 domande in 4 ore.

Si possono sbagliare alcune domande, ma alla fine bisogna prevalere. In bocca al lupo.

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